Italia-Germania 2 a 0: una vittoria sul campo e una sull’Euro

È proprio l’Europeo di Spagna e Italia, sia dal punto di vista calcistico, ma soprattutto per quanto riguarda quello politico. A farne le spese, in entrambi i casi è la Germania. Gran beffa del destino per i tedeschi la giornata da ieri: sconfitti meritatamente sul campo da una grandissima nazionale, guidata da Prandelli e imperniata su campionissimi come Pirlo, Buffon, Cassano, De Rossi e Balotelli. E parlando di SuperMario, viene in automatico il parallelo con l’altro Mario italiano, anche lui sempre al centro di dibattiti (politici) come Balotelli. Ieri, però, ha vinto anche Mario Monti la sua sfida con la “cancelliera di ferro” Angela Merkel.
La finale Italia-Spagna sarà calcisticamente accesissima, ma politicamente amichevole. Dal vertice europeo conclusosi ieri gli spagnoli volevano soltanto una cosa: la ricapitalizzazione diretta delle banche. In Spagna gli istituti di credito sono un una crisi profondissima, con deficit e debiti di miliardi di euro (basti pensare che la Liga spagnola ha 5 miliardi di debito, proprio perché si appoggia sulle banche). Il presidente del consejo Rajoy, grazie all’appoggio di Monti, è riuscito ad ottenere che i fondi Efsf e Esm potranno dare soldi direttamente agli istituti di credito, senza passare per la mediazione degli Stati. La Germania voleva che andassero ai governi, perché quelli si possono controllare mentre i banchieri no. Anche qui compromesso, ma a vantaggio spagnolo: ricapitalizzazione diretta con la Bce coinvolta come supervisore rafforzato (i dettagli vanno definiti entro il 2012). Le banche dovranno firmare un memorandum in cui si impegnano a risanarsi.
La Spagna, insieme all’Italia, aveva posto il veto su tutti i punti della discussione, anche sulla Tobin Tax e sul piano di crescita di 120 miliardi. Era tutta pretattica: il piano di crescita utile per la ricapitalizzazione della Bce e per i project bond che servono a finanziare le infrastutture ci sarà, così come ci sarà la Tobin Tax, la tassa sulle transazioni finanziarie (escluse quelle fatte dalle famiglie). Basterà che nove stati su 27 siano d’accordo per adottarla. L’imposta potrebbe portare circa 57 miliardi l’anno nei bilanci della Commissione europea, rafforzando l’Unione e scoraggiando i mercati.
La vittoria, però, è tutta italiana: Monti è riuscito ad ottenere un risultato importantissimo, sia per quanto riguarda la situazione economica interna, che per quanto riguarda la situazione dei mercati. Adesso l’Efsf e l’Esm, i due cd. fondi salva-Stati (il primo già costituito, il secondo da costituire) potranno comprare i titoli di stato di quei paese virtuosi, ma che non vedono scendere lo spread per colpa degli attacchi del mercato.  L’Efsf e l’Esm potranno comprare i titoli di stato sia sul mercato e sia dalle aste. Il paese che vuole questo tipo di sostegno deve presentare una richiesta e firmare un memorandum, che sarà molto meno rigido di quello imposto ai greci. Si baserà, infatti, su una semplice intesa per ribadire gli impegni presi a livello europeo e a certificare i risultati finanziari conseguiti. Questo meccanismo servirà a porre un freno ai sobbalzi dello spread causati dalle speculazioni finanziare e di conseguenza a rendere meno esposto sui mercati un paese, sia anche meno virtuoso, ma che si sta impegnando con riforme strutturali per ottenere un ridimensionamento del debito pubblico.
Era questo che Monti cercava ed è riuscito ad ottenerlo, grazie all’intesa con la Spagna e al deciso no rifilato alle rigide e insostenibili proposte tedesche. E ciò è abbastanza per affermare che ieri è stata la giornata di due SuperMario: Balotelli & Monti. Noi italiani possiamo criticarlo quanto vogliamo, ma dobbiamo riconoscere che dopo venti anni, finalmente abbiamo un politico serio alla presidenza del consiglio.

Francesco Pasquariello

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>