Davvero non se ne può più di politicanti che vogliono rigore e sacrificio dalle persone comuni per poi essere i primi a mantenere intatti i propri privilegi! Con il governo tecnico di Monti, al quale in tanti diedero fiducia i primi giorni di insediamento, e in particolare con il ministro Fornero questa considerazione sta raggiungendo un livello di sopportazione che rischia di essere superato facilmente ( se non è stato già stato superato in verità).
Tutti ricordano l’incredibile gaffe di “Super Mario” che esortò i giovani ad abituarsi a cercare disperatamente diversi lavori poichè il lavoro fisso è “noioso”: la conseguenza all’ epoca fu un drastico calo di consenso del “Professore” e dei suoi tecnici, oltre a polemiche inevitabili. Ora ci ha ripensato il “Ministro del lavoro che non c’è ” a far parlare di sè mediaticamente con una dichiarazione che offende la dignità dei lavoratori italiani.
Per la Fornero infatti ” Il lavoro non è un diritto ma va conquistato con sacrifici”: quest’ ultima non si è accorta probabilmente che non solo ha detto delle parole che hanno dell’ incredibile per una democrazia basata sul lavoro ma che la sua affermazione è totalmente anticostituzionale. Per la cronaca ecco cosa stabilisce l’ articolo 4 della nostra Costituzione Repubblicana ” La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendono effettivo questo diritto”: il lavoro è un diritto, non un sacrificio!
E pensare che quando al ministro uscirono le lacrime, non riuscendo a pronunciare la parola ” sacrificio”, in molti percepirono la sincerità di quel gesto: alla luce di questo e altri episodi che hanno coinvolto la Fornero in negativo però c’è da giurare che in molti hanno riconsiderato quelle lacrime, definendole “lacrime da coccodrillo“!
Ormai dal ministro nostrano ci si attende di tutto perchè, come è solito dire, con certe figure “al peggio non c’è mai fine…”
Armando Riccio
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