E’ il 1969 quando i King Crimson producono il loro primo album, intitolato ” In the Court of the Crimson King”. Il gruppo britannico realizza una perla della musica rock progressive e non solo con un disco a tutti gli effetti “epocale”. Già, epocale perchè si innesca alla perfezione dentro il mondo di allora. Infatti, un anno dopo la rivoluzione culturale del ’68, la società occidentale si trova a vivere un momento storico pieno di incertezze, in bilico tra le istanze di rinnovamento e i valori fino ad allora considerati immutabili di una struttura societaria in declino.
Questa perenne instabilità, questo senso di paura verso il nuovo e di angoscia sono espresse pienamente in ” 21 Century Schizoid Man“. Il brano, pieno di improvvisazioni, assoli di sax, rumori ma soprattutto distorsioni sia vocali che chitarristiche trasmettono efficacemente il senso di profondo squilibrio psichico e l’alienazione dell’ uomo schizoide del Terzo Millennio.
A questo testo apocalittico si oppone il pezzo “ I Talk to the Wind“, una bella e rilassante ballata nella quale la dolcezza del flauto ha come effetto una delicata melodia e un cambio di atmosfera rispetto alla canzone precedente. In ” Epitaph” si ascolta con piacere un nuovo elemento sonoro, rappresentato dal Mellotron che accompagna con malinconia la parte vocale che canta un testo dal contenuto nuovamente pessimistico.
La grande sperimentazione musicale e i virtuosismi dei King emergono con forza nella traccia più lunga del cd, “Moonchild“: in più di dodici minuti di ascolto vi è l’alternanza di una ballata iniziale alternata ai soli successivi di chitarra, vibrafono e percussioni. Infine la title track rappresenta il giusto mix di melodie malinconiche e atmosfere più intimiste, caratteristiche principali dell’ intera composizione.
Nel complesso le cinque canzoni che formano l’abum, con il loro alternarsi di atmosfere prima cupe e poi dolci, hanno la capacità, con le dovute differenze, di creare un vero e proprio capolavoro. ”
In the Court of the Crimson King” rappresenta un’ opera che fa parte non solo della storia del rock o del progressive ma che costituisce un patrimonio musicale indelebile della storia della musica: un album da conoscere a tutti i costi e da ascoltare quando si ha un pò di tempo a disposizione e soprattutto voglia di ascoltare grande musica.
Armando Riccio
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