PasquaQuote: Partiti “bocciati”, il cardinale Callaghan e “Scusa se ti chiamo sindaco”

Il Consiglio d’Europa ha bocciato il finanziamento pubblico ai partiti in Italia. È quanto risulta dal rapporto “Greco” (Groupe d’Etats Contre la Corruptione), che si occupa di combattere la corruzione nell’ambito dell’organizzazione paneuropea. I numeri? Dal 1997 al 2009 sono stati ben 91 i partiti che hanno presentato bilanci taroccati e fasulli. I dati si basano sulle analisi già svolte in Italia dalla Corte dei Conti. Secondo la commissione, i partiti hanno ricevuto ben il 400% in più di quanto dovuto. Ciò grazie, appunto, ai bilanci falsati presentati dai partiti ed anche per la legge sul finanziamento pubblico ai partiti, pardon, sul rimborso elettorale, introdotto con la legge 157/1999 e modificata nel corso degli anni. Ad oggi tutti i partiti che alle elezioni superano la soglia dell’1% hanno diritto al rimborso elettorale e l’erogazione è dovuta per tutti e cinque anni della legislatura, indipendentemente dalla sua effettiva durata. Sicché, oggi, ci sono partiti che ricevono un doppio rimborso. Tradotto in soldoni, tra il 1994 e il 2008 i partiti politici hanno speso in totale 570 milioni di euro, ma i rimborsi ricevuti per le campagne elettorali sono stati 2,25 miliardi di euro. Perché in Italia l’erogazione dei fondi è legata al numero di voti ottenuti e non alle spese sostenute. Inoltre la commissione ha ritenuto che in Italia la normativa presenta “carenze “importanti”, controlli “inefficienti” e sanzioni “inefficaci”. , Con le recenti vicende che hanno travolto l’Api e la Lega Nord, adesso i maggiori partiti (Pdl, Pd e Udc) pressano perché si adottino norme sulla trasparenza dei partiti, anche se fanno finta di ignorare che sono stati gli loro stessi, sotto altri nomi ma con gli stessi effettivi, a favorire lo scempio odierno. La soluzione giusta sarebbe invece dotare i partiti di responsabilità giuridica, che è loro negata in quanto associazioni prive di riconoscimento, per favorire l’accertamento giudiziario da parte dei giudici.

Soffermiamoci ancora sulla politica italiana: è tempo di elezioni amministrative e dal comune di Rosello – paesino abruzzese di 200 anime – arriva l’eclatante notizia della candidatura a sindaco di Federico Moccia, l’autore di romanzi di successo (purtroppo) quali “3 metri sopra il cielo”, “Amore 14″, “Ho voglia di te” e tanti altri e tutti quanti (purtroppo di nuovo) trasmessi sul grande schermo del cinema, con la regia curata (purtroppo) dallo stesso Moccia. Lo scrittore ha dichiarato: ”Ho accettato di candidarmi perche’ credo che nulla sia a caso. Che in questo momento mi sia arrivata dal comune una simile richiesta e’ un sintomo interessante. Ora la gente seria, responsabile, anche nella sua semplicita’ deve diventare responsabile, insomma e’ giunto il momento in cui ci si deve impegnare”. Ecco, noi ci auguriamo che, una volta diventato sindaco, Moccia si impegni a non scrivere più libri.

“Addio alle armi”. No, non parliamo del romanzo di Hemingway, ma dell’addio che ha dovuto dare il cardinale Domenico Calcagno alla sua vecchia passione: quella per le armi. Il porporato è un accanito cultore delle armi da fuoco e possiede una vero e proprio arsenale: ucile marca Breda modello Argus, moschetto mod 31 marca Schmidt, fucile Faet Carcano (simile a quello che avrebbe ammazzato Kennedy, per capirci), fucile Nagant di fabbricazione russa, fucile turco Hatsan. Inoltre il cardinale dichiarò di detenere (ora non più, peccato!) anche: carabina Beretta calibro 22 per uso sportivo, fucile sovrapposto calibro 12 marca Gamba, doppietta da caccia calibro 12, fucile sovrapposto a due canne calibro 12 marca Franchi, fucile calibro 12 marca Beretta, Revolver Smith & Wesson calibro 357 Magnum (quella di Starsky & Hutch) e chissà quante altre saranno passate per le sue mani. Ma da quando è diventato presidente dell’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica, ha dovuto accantonare il suo hobby. Non deve preoccuparsi, però, il nostro cardinale: Benedetto XVI ha già annunciato di tenerlo presente nel caso in cui la Chiesa annuncerà la decima crociata in Terra Santa.

Dubbi amletici per Armando Riccio: il nostro collega, nella consueta scampagnata di Pasquetta, passeggiando tra le strade del mio paese, si chiedeva come mai ci fosse una via Lazio, ma non una via Roma. E vi posso garantire che ho scritto questo pezzo soltanto per poter dare voce ai dubbi esistenziali del mio collega. Tutto il resto è contorno. Più che altro, mi aspetto che qualche nostro lettore, google maps alla mano, riuscirà a svelare l’arcano. A Marano davvero c’è una via Lazio e non una via Roma?

Chiudiamo, invece, con una notizia spagnola: sette ettari coltivati a marijuana per risanare il bilancio comunale. E’ il piano adottato dal Comune di Rasquera, un piccolo paese della Spagna, per risanare il deficit di 1,3 milioni di euro nei conti comunali. Un’iniziativa destinata alla Barcelona personal use cannabis association (Abcda) e che porterà, oltre a ai soldi per ripianare il deficit, anche 50 posti di lavoro. Quasi, quasi, faccio un salto al mio comune per vedere come vanno gli affari.

Francesco Pasquariello

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